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Ma Google come funziona?

Google come funziona

Per rispondere a dubbi e domande raccogliamo informazioni, consultiamo fonti ed abbiamo bisogno di risorse e tempo. Sembrerebbe un processo complesso e lento ma niente paura! Per fortuna, possiamo trovare velocemente quello che cerchiamo attraverso Internet ed i motori di ricerca come Google.

Ma sappiamo, veramente, Google come funziona?

Prima di rispondere a questa domanda, vediamo in maniera piuttosto semplicistica cosa è un motore di ricerca e, di conseguenza, cosa è Google:

è un sito web programmato per trovare le informazioni presenti su internet e restituirle in risposta all’utente che le cerca fornendo i risultati più pertinenti alla sua query di ricerca.

 

Il primo motore di ricerca

 

Si narra che il primo motore di ricerca per il web sia stato lanciato nel 1993 ed, effettivamente, è stato così. Si chiamava Aliweb ma non ha nulla a che vedere con l’attuale Alibaba che tutti conosciamo bene come uno dei player all’inseguimento di Amazon.

Questo motore di ricerca fu creato dallo sviluppatore informatico Martij Koster e permise a tutti gli utenti del web, per la prima volta nella storia, di trasmettere l’indirizzo del proprio sito ed includere questi dati in una lista indicizzata.

È da qui che nascono le prime SERP (Search Engine Results Page) ed i primi spider (o crawler) pronti a setacciare ogni angolo dell’indice ma c’è di più. In realtà, l’idea del primo pseudo motore di ricerca fu cartacea e dei primi anni 50. La coniò un certo Vannevar Bush.

Ciò vuol dire che l’uomo ha sempre avuto intenzione di catalogare tutte le informazioni possibili ed immaginabili per poterle avere a sua completa disposizione. Quindi, un punto a favore della conoscenza e della sua diffusione.

Il vero problema, però, era riuscire a collegare con degli ipertesti tutte le risorse disponibili in modo ordinato coerente e dare la possibilità agli utenti di interrogare il motore di ricerca per trovare quello che cercavano.

Così, sono nate le query. Dopo la nascita di Aliweb, sono spuntati i vari Lycos, Yahoo, AltaVista. Nel 1996 viene lanciato l’acronimo SEO (Search Engine Optimization) e si inizia a parlare di ottimizzazione dei motori di ricerca.

Completiamo questo piccolo tuffo nel passato con l’arrivo di Google: era l’anno 1998. Con l’introduzione del loro motore di ricerca e dell’algoritmo chiamato Page Rank, Sergey Brin e Larry Page segneranno l’inizio dell’ascesa di Google al web.

 

Google come funziona: le fasi

Una volta arrivate, le query non se ne sono più andate. Sembra il titolo di un film da quattro soldi ma, in realtà, senza la possibilità di digitare query non potremmo fare alcuna richiesta né domanda a Google e perciò non avremmo alcuna risposta dal motore di ricerca.

Quindi, la cosiddetta Search è di fondamentale importanza. Grazie a lei, che riceve le query degli utenti, vengono creati i risultati estrapolati dalle informazioni acquisite dai crawler che hanno scansionato i database dei siti presenti sul web. Detto questo, vediamo quali sono le fasi che determinano Google come funziona:

  1. Il crawling, la fase di scansione delle pagine dei siti web fatta dai crawler (detti anche spider) che sono i famosi Googlebot mandati in giro per il web ad esplorare i link interni di un sito internet e reportizzare quanto visto dentro di essi;
  2. l’indicizzazione, rappresenta la fase nella quale la pagina web è già stata visitata dagli spider di Google, analizzata in tutti i suoi contenuti e memorizzata nell’indice di Google che le potrà mostrare nelle SERP quando servirà;
  3. il ranking, l’ultimo step che restituisce i risultati della ricerca Google nella Search Engine Results Page dopo l’inserimento di una o più query da parte di un utente. Quest’ultimo introduce anche il posizionamento sui motori di ricerca, fondamentale per l’attività di ottimizzazione SEO, e gli algoritmi di Google con i relativi aggiornamenti che approfondiremo un’altra volta.

 

Google come funziona: la SERP

Quando digiti qualcosa nella barra di ricerca di Google, visualizzi una lista di risultati ordinati in base ad una moltitudine di fattori. Quella pagina web che Big G ti restituisce altro non è che la SERP, detta anche Search Engine Results Page.

Di solito, Google dota le sue search engine results page di circa 10 contenuti web per pagina ma spesso accade che la complessità più o meno avanzata di una serp rivoluzioni questa regola. Quest’ultima può dipendere della presenza di altri elementi che si aggiungono alle pagine contenute nei risultati della ricerca.

Di seguito, gli elementi che possono arricchire una serp e cambiarla:

  • Gli annunci a pagamento Google Ads (di solito presenti nei primi e negli ultimi risultati);
  • sitelink;
  • Gli snippet in primo piano (detti anche featured snippet o risultato zero);
  • Le ricerche correlate (viste con la dicitura “Le persone hanno chiesto anche”);
  • caroselli (come quelli delle ricette);
  • La knowledge graph (o grafo della conoscenza);
  • I risultati Google News;
  • I risultati dei prodotti Google Shopping;
  • Le mappe local di Google My Business (o local pack);
  • I risultati organici.

 

Conclusioni

Siamo alla fine di questo brevissimo articolo che accenna a Google come funziona. Abbiamo iniziato dai cenni storici sui primi motori di ricerca per comprendere come si siano evoluti fino ad arrivare ai giorni nostri con la supremazia di Big G.

Ci siamo soffermati sulle fasi attraverso le quali Google si collega ad una pagina web per catalogarla nei suoi database e poi mostrarla nelle serp. Dopodiché, abbiamo approfondito cosa è una pagina dei risultati di ricerca e quali sono gli elementi che la caratterizzano.

A questo punto, è inevitabile giungere alla conclusione che la complessità di Google ha raggiunto livelli spaventosi, tant’è vero che da motore di ricerca è divenuto motore di risposta.

Restituisce all’utente i risultati di ricerca più pertinenti, in base ad una miriade di variabili, e tende a farlo convertire direttamente in serp senza passare per il sito internet che ospita il contenuto. Che Google stia iniziando una concorrenza verso i siti dei quali ospita le pagine?

Probabilmente sì ma una cosa è certa. Se conosciamo a fondo Google, possiamo provare a utilizzarlo in maniera efficace per le nostre ricerche e sfruttarlo per plasmare le sue serp raggiungendo i nostri obiettivi di business.

 

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